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Il gas di scarico delle auto diesel aumenta il rischio di artrite?

Uno studio italiano rivela il rapporto tra il gas di scarico delle auto diesel e l’aumento del rischio di artrite reumatoide.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che colpisce una persona su 250. Può coinvolgere anche tutto l’organismo, ma colpisce in particolare le articolazioni che risultano gonfie, doloranti, rigide al movimento, e possono anche perdere la loro funzionalità. La causa non è ancora conosciuta, ma è appurato che diversi fattori genetici e ambientali concorrono al suo sviluppo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell Death & Disease, mette in luce come smog e gas di scarico delle auto diesel potrebbero aumentare il rischio di artrite reumatoide.

La comparsa dell’artrite reumatoide è connessa a un aumento dei livelli di citrullinazione. Si tratta di un processo naturale di regolazione della funzione delle proteine. Quando questo diventa eccessivo, si crea un accumulo indesiderato di proteine citrullinate. Di conseguenza viene stimolata la produzione di anticorpi, che attaccano anche i tessuti normali.  I ricercatori dell’Università di Roma La Sapienza, che hanno condotto lo studio coordinati da Guido  Valesini, in collaborazione con il Cnr,  hanno osservato  quali altri fattori influenzano la comparsa dell’artrite reumatoide.

Dallo studio è emerso che il particolato atmosferico che proviene dai gas di combustione dei motori diesel Euro 4 ed Euro 5 influiscono sulle cellule dei bronchi. Le nano particelle che producono i motori diesel inducono le cellule bronchiali ad “autodigerirsi” e morire, producendo contemporaneamente proteine citrullinate. “Sulla base di questa nuova osservazione – spiega Valesini – si può ipotizzare che l’inquinamento atmosferico possa avere un ruolo non secondario, in soggetti predisposti, nella patogenesi di alcune malattie immunomediate, come l’artrite reumatoide“. Questi risultati sono molto importanti. Nell’ottica dello sviluppo dei motori diesel per le automobili si sta facendo molto per ridurre quanto più possibile queste particelle dannose. Tuttavia, molti di questi motori Euro 4 e 5 sono ancora in circolazione.