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Sifilide: dal 2000 ad oggi +400% di casi

Le malattie sessualmente trasmissibili (Mst) sono state, per un lungo periodo, quasi “dimenticate”. Durante il 56mo Congresso dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri (Adoi) tenuto lo scorso 20 ottobre, è stato presentato un dato allarmante sulla diffusione delle Mst. Dal 2000 ad oggi, in soli 17 anni, si è registrato il 400% in più di casi di sifilide.

Non è solo la sifilide a preoccupare i medici, ma anche altri tipi di Mst che si stanno diffondendo sempre di più soprattutto nella fascia di età degli ultracinquantenni. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, ogni giorno nel mondo più di un milione e mezzo di persone si ammalano di una Mst. I casi di gonorrea, tra il 2008 e il 2013, sono quasi raddoppiati. Le malattie che hanno visto un forte aumento di casi sono anche la Chlamydia, i condilomi dovuti ad alcuni tipi di HPV, le epatiti da virus A o C, e la temuta HIV.

Il presidente del Congresso Antonio Cristaudo ha dichiarato: “In Europa, dalla metà degli anni ’90 alcune Mst hanno trovato terreno fertile per espandersi dopo un decennio di declino, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi a rischio, come i maschi omosessuali. Questa crescita è stata amplificata poi dalla facilità degli incontri sessuali occasionali dovuta oggi all’utilizzo di Internet e delle App”.

Massimo Giuliani dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma pone l’accento sulla questione: “La lotta contro le Mst va fatta aumentando la consapevolezza del rischio infettivo del comportamento sessuale e allargando tra i giovani l’uso routinario del preservativo. Ma anche migliorando l’accesso alle strutture cliniche delle persone che sospettano un’infezione e andando loro incontro mediante tecniche rapide di diagnosi facilmente eseguibili anche fuori dagli ospedali. Oggi si può infatti diagnosticare una sifilide su una goccia di sangue da un dito o fare nello stesso modo un test HIV a casa. Oppure in ospedale si può ricevere un risultato per un’infezione da Chlamydia o di gonorrea in 2 ore su una piccola quantità di urine“.

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