Creato un nuovo vaccino anti-colesterolo

Un vaccino contro il colesterolo ‘cattivo’: la speranza dei ricercatori dopo i risultati positivi ottenuti sugli animali.

La lotta al colesterolo alto è condotta, in Italia, da circa metà della popolazione. L’ipercolesterolemia (valori di colesterolo superiori a 200 mg/dl) può avere gravi conseguenze sull’incidenza delle malattie cardiovascolari. Il colesterolo alto provoca delle placche, dette ateromi, che si accumulano nelle arterie riducendo la loro naturale elasticità. Questo può causare gravi danni potenzialmente fatali al cuore, come l’infarto, o al cervello, come l’ictus.

I ricercatori del Dipartimento di farmacologia clinica della Medical University di Vienna hanno cercato una soluzione a questo annoso problema che attualmente è in fase di sperimentazione.

Gli scienziati hanno sviluppato un vaccino contro il colesterolo alto che è in grado di fermare l’aterosclerosi e di conseguenza riduce l’accumulo di grasso che ostruisce le arterie. Il vaccino si chiama AT04A ed è stato sviluppato dall’azienda austriaca Affiris. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica della Società europea di Cardiologia European Heart Journal. Il vaccino si somministra sottopelle ed è ora in atto un trial di fase clinica I su 72 volontari sani sia del vaccino AT04A che di un altro composto chiamato AT06A.

Come funziona? Il vaccino agisce contro l’enzima PCSK9 che viene prodotto dal fegato e diminuisce la capacità di eliminare dal sangue il colesterolo cattivo in eccesso. Nei test di laboratori svolti fino ad ora, i ricercatori hanno osservato che il vaccino diminuisce i livelli di colesterolo del 53%, quindi li dimezza. Gli effetti positivi del vaccino non si fermano qui. I danni aterosclerotici ai vasi sanguigni sono abbattuti del 64% e i marcatori biologici che segnalano un’infiammazione sono ridotti del 21-28%.

Günter Staffler, Chief Technology Officer di Affiris e tra gli autori dell’articolo, ha dichiarato: “Si può dunque assumere che i livelli di colesterolo continuino ad abbassarsi con un effetto long-lasting. Se questi risultati si replicheranno nell’uomo, potrebbe significare disporre di una terapia a lunga durata d’azione che, dopo la prima somministrazione, necessiterebbe solo di un ‘richiamo’ annuale. Un vero e proprio approccio immunoterapico, efficace e conveniente per i pazienti, che aumenterebbe l’adesione al trattamento”

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