Diabete, la nuova cura ora si basa sul calore

Usare il calore per trattare il diabete

Nella lotta contro il diabete diverse sono le strade che intraprende la ricerca. È in fase di sperimentazione una interessante novità alla quale partecipa anche l’Italia, in particolare il Policlinico Gemelli che, in collaborazione con l’Humanitas Research Hospital di Rozzano, ospita il trial di una ricerca.

La sperimentazione, rivolta ai pazienti con diabete di tipo 2, ha l’obiettivo di usare il calore per rigenerare la mucosa intestinale sana agendo sul duodeno (parte dell’intestino).

È una nuova procedura di ringiovanimento della mucosa duodenale (Dmr) che, come si legge in una nota del policlinico Gemelli, è “in grado di normalizzare in maniera duratura i vari ormoni rilasciati dalla mucosa intestinale e coinvolti nella insulino-resistenza e forse proprio nel meccanismo di controllo glicemico.”

 Questo sarebbe possibile attraverso la procedura endoscopica di ablazione della mucosa duodenale. All’atto pratico, un catetere a palloncino viene introdotto attraverso la bocca. Questo consente di distribuire in maniera controllata, attraverso un apparecchio al quale è collegato il catetere, l’energia termica sulla superficie della mucosa. Non sono necessari ricoveri impegnativi per questo trattamento che dura solo un’ora e consente di essere dimessi dall’ospedale il giorno seguente. La procedura è sicura e ben tollerata dai pazienti.

I test clinici effettuati fino ad ora hanno dato esito molto positivo. I pazienti hanno registrato miglioramenti di alcuni parametri come glicemia, emoglobina glicata ed enzimi epatici. Inoltre, l’impatto sulla malattia è notevole e duraturo nel tempo.

Ulteriori test clinici sono necessari per accertare l’efficacia anti-diabete. La tecnica, sviluppata dall’azienda statunitense Fractyl Laboratories Inc, prevede nella prossima fase di sperimentazione la partecipazione per l’Italia la Cattolica e la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma e l’Humanitas Research Hospital di Rozzano, insieme a più di 15 altri centri ospedalieri europei di eccellenza in Belgio, Inghilterra e Germania.

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