Intelligenza Artificiale per la prevenzione dei suicidi

L’ Intelligenza Artificiale impiegata nella prevenzione dei suicidi

Con lo strumento della scienza e della tecnologia, l’uomo riesce a spingersi sempre più lontano, in luoghi che fino a oggi erano inesplorati. Si può capire cosa pensa una persona e quali saranno le sue prossime mosse? Forse ci siamo davvero vicini. L’ intelligenza artificiale ci aiuta a prevenire i suicidi.

Colin Walsh, ricercatore presso il Vanderbit University Medical Center, ha elaborato insieme ad altri colleghi ricercatori e sviluppatori di sistemi IA (Intelligenza Artificiale) un algoritmo capace di determinare, con grandissima precisione, la probabilità che un individuo abbia o meno intenzione di tentare il suicidio.

L’obiettivo di Colin e dei suoi colleghi è aiutare familiari, amici e medici del soggetto a rischio ad avere un quadro clinico attendibile che manifesti la possibilità del suicidio.

Lo studio è stato condotto inizialmente raccogliendo i dati di ben 5.167 pazienti dal Vanderbilt University Medical Center che erano stati ricoverati per problemi di autolesionismo. Ognuno di questi casi è stato analizzato e sono state schedate le principali circostanze di 3.250 casi di tentativi di suicidio.

Su cosa si basa l’algoritmo? I dati sono quelli disponibili da tutti i ricoveri ospedalieri, ovvero età, sesso, residenza, assunzione di farmaci, diagnosi precedenti. Fatta questa prima analisi, i risultati hanno dimostrato di essere precisi tra l’80 e il 90% nell’identificare potenziali suicidi nei due anni seguenti. Le statistiche salgono al 92% quando la previsione si riferisce alla settimana successiva.

Dai dati raccolti in questo studio, il sistema di intelligenza artificiale ha appreso come interpretare gli indizi e identificare quindi i soggetti a rischio. Lo studio è proseguito ampliando il gruppo di soggetti (12.695 pazienti) selezionati casualmente tra i vari pazienti dell’ospedale.

Colin ha dichiarato che il suo scopo è di proseguire con questo lavoro per stabilire se l’algoritmo in questione funziona anche con dati di pazienti di altri ospedali. Se il modello dell’algoritmo sarà totalmente affidabile, Colin vorrebbe entrare nel mondo dei social network, attraverso i quali si può svolgere una importante prevenzione.

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